IL VIAGGIO

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Viaggiare è una brutalità. Obbliga ad avere fiducia negli stranieri e a perdere di vista il comfort familiare della casa e degli amici. Ci si sente costantemente fuori equilibrio. Nulla è vostro, tranne le cose essenziali – l’aria, il sonno, i sogni, il mare, il cielo – tutte le cose tendono verso l’eterno o ciò che possiamo immaginare di esso

(Cesare Pavese)

Un viaggio attraverso lo stato più esteso del mondo, attraverso un percorso non convenzionale, dettato dalla voglia di scoprire il mistero che è ancora rappresentato da questa terra per noi “occidentali”. Un viaggio a cavallo di due continenti, una sfida con me stesso da condividere con chi, come me, del viaggiare ha fatto la propria passione e la propria pena.

Di questo viaggio ho voluto programmare il minimo indispensabile, ho scritto le tappe principali di getto, su un pezzo di carta, qualche giorno fa. La prima tappa sarà da San Pietroburgo (che ormai inizio a sentire come la mia casa: come il posto dove do per scontato di svegliarmi ogni giorno e le cui strade riconosco e mi rincuorano come quelle della città in cui sono nato, una splendida auto-illusione per cercare l’intervallo di confidenza di cui ognuno di noi ha bisogno per non sentirsi eternamente alieno) a Mosca.

Dalla capitale culturale della Russia a quella politica ed economica, per poi proseguire verso Sochi (sperando sia possibile fermarmi qualche giorno anche in Crimea) e poi risalire lungo il corso del Volga fino alla Siberia per poi tornare indietro verso Murmansk, la città più grande del mondo all’interno del Circolo Polare Artico, e infine tornare a casa a Piter.

Certo non è un viaggio impossibile, intendiamoci niente di particolarmente estremo (a parte forse le temperature in alcune zone) o pericoloso mi aspetta, quando parlo di sfida con me stesso intendo davvero con me stesso, nel senso di avere la forza e la motivazione di trasformare un’idea, l’idea di questo viaggio, in qualcosa di concreto, e soprattutto di mettere alla prova la mia conoscenza di questa splendida e complessa lingua che è il Russo e della quale ho appreso i primi rudimenti in questi ultimi mesi.

Questo viaggio sarà il coronamento della mia decisione di trasferirmi in Russia, presa nel Settembre dello scorso anno, e di cui forse più avanti parlerò.

Nel raccontare il viaggio in questo blog cercherò di evitare i racconti didascalici, da guida turistica o da enciclopedia o peggio da Trip Advisor, per lasciare spazio alle mie emozioni. Pertanto il punto di vista sarà prettamente soggettivo, sperando comunque di appassionare ed incuriosire chi mi leggerà. Il mio secondo sforzo sarà quello di evitare di lasciarmi andare a paragoni o parallelismi, in meglio o in peggio, con la vita in Italia o in Europa. La Russia è bella, ma non è perfetta, nessun posto lo è, ma ogni posto nel mondo a mio parere merita di essere visitato almeno una volta, preferibilmente liberi da pregiudizi e preconcetti.

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